Studiare il tedesco. Perche' e come?

Perché il tuo investimento in tempo e denaro parta col piede giusto vi sono alcune importanti premesse. Ancor prima di mettersi a studiare è opportuno chiarirsi bene le idee su alcuni aspetti della propria scelta. Per farlo ci si dovrà porre alcune domande preliminari.

La validità del metodo, un uso adeguato della tecnologia, la disponibilità di servizi didattici di supporto allo studio per quanto importanti non bastano a garantire un buon risultato E non basta neppure la presenza di un bravo insegnante madrelingua.

Ciò che è necessario per raggiungere un livello di qualità è dato anche da un ulteriore fattore: l'allievo. Soprattutto per quanto riguarda chiarezza degli obiettivi da raggiungere, continuità d'impegno, capacità organizzativa, presenza in classe.

Come prima cosa è importante dare una risposta chiara alle seguenti domande. Per quale motivo voglio studiare/approfondire il tedesco? Entro quanto tempo voglio raggiungere quel determinato livello. Qual è il budget che ho a disposizione?

La mia scelta dipende dalle risposta a queste domande.

Una volta stabilito l'obiettivo l'importante è la continuità della presenza in classe e la continuità dell' applicazione a casa: compiti e approfondimenti.

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Anche organizzarsi è importante. La soluzione migliore consiste nel crearsi delle abitudini di studio: determinati momenti della giornata, un determinato posto, piccoli premi, quando si è fatto il proprio dovere: la distrazione di un bel film, uscire con amici, una qualsiasi cosa che piace.

I problemi che riguardano la continuità di presenza in classe sono invece diversi. In questo non centra la volontà e la resistenza del singolo, ma sono per lo più situazioni esterne non previste a essere determinanti (viaggi di lavoro, impegni professionali, ecc.)

In questi casi è importante utilizzare i servizi didattici di controllo del proprio apprendimento e di recupero di quanto perso elencati in "A tua disposizione".

Qualche idea utile!

Quando si decide di frequentare un corso di lingua - come per ogni novità che si affronta - si hanno delle curiosità, delle attese: come sarà l'ambiente? Chi sarà l'insegnante? Chi conoscerò? Come sarà la prima lezione? Che cosa imparerò? E' un po' come si fa con un libro nuovo, appena acquistato, prima di iniziare a leggerlo: consulterò l'indice, per farmene un'idea, per pormi delle attese.

Fantasticare su come sarà, essere curiosi, avere delle attese è di grande aiuto, perché prepara a confrontarci col nuovo, rendendolo più facile e semplice da assimilare. La curiosità è una sorta di "predigestione", un po' come quando di fronte ad una pietanza stuzzicante ci viene l'acquolina in bocca, che ci prepara a gustare … e a digerire.

Questa curiosità dovrebbe accompagnarci sempre, anche, anzi soprattutto, nello studio di una lingua. Prepararsi alla lezione, farsi un'idea prima, per poi confrontarla con quanto sarà proposto, renderà tutto più facile e semplice, più interessante e ... digeribile. Come si pronunceranno queste nuove parole? Forse così? Di cosa parlerà questo testo? Che significato ha questa immagine? Secondo me ….

La curiosità dovrebbe anche accompagnarsi alla consapevolezza, che ciò che si studia dovrà poi essere applicato concretamente. Comunicare e interagire con persone di madrelingua significa infatti saper parlare, ascoltare, scrivere o leggere dal vero, non solo in classe!

Questo ci fa rendere conto quanto sia importante il come si studia, il metodo. Per renderlo possibile insegnanti e allievi dovranno interagire in lingua fin dalla prima lezione del primo livello. Parlare, parlare, parlare, senza vergogna di sbagliare. Anzi più si sbaglia meglio è! Solo attraverso l'errore si ha la possibilità di crescere linguisticamente!



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